...ma. già cominci male. non esiste, un "ti amo, ma..." se poi al posto dei puntini c'è un punto, perchè la frase non si finisce mai, è ancora peggio. "ti amo, ma." ed una serie infiniiiiiita di scuse inutili. potrebbe essere il titolo di un film... nel quale lui e la sua famiglia vengono irrimediabilmente sterminati, gatto compreso. però la mamma no, chè mi tiene d'accordo.
e la cosa peggiore è che io nemmeno ti mando a quel paese senza fornirti soldi per il biglietto di ritorno... me ne sto lì, a dirti che sei proprio antipatico, a pensare che almeno è qualcosa. Sara deficiente... "qualcosa" che?! ma va bene... io sono lì.
poi rido, poi metto giù, poi ci penso. Sara due volte deficiente... non pensare. e invece penso, macchino, mi faccio i miei viaggi... vaffanculo. è che non ci pensi, a come ci sto poi... o ci pensi e non te ne frega niente? sceglierò lanciando la monetina...
ti amo, ma sei stronzo.
...anzi. ti amo. e sei stronzo.
...almeno per un pochino.
La festa al messicano e i 60€ di sangria, la tequila al caffè, tutte le foto inguardabili - e quelle invece bellissime, il giro in centro e poi tutti a casa mia sul letto a guardare un film
la sveglia la mattina seguente con un sorriso, il bel ricordo, una foto già stampata che ricorda che non è stato un bel sogno, la stazione e Ale che viene a mangiare da me dopo una vita che non ci vedevamo, e il giro in piazza Maggiore;
il viaggio fino a Piacenza e la stanchezza e il coma della sera prima, fingere di dormire e ascoltare "boing boing!" finchè non si scoppia a ridere per l'esaurimento da "quant'è lunga la canzoneeee!", prepararsi ed il sonno che sopraggiunge, infame lui
il Mirò e la mezza litigata (non ti sopportoooooo!!), la figuraccia con il cameriere e la piena secolare che si sono presi i due uomini, la Dogana, gli auguri del vocalist, la mia brillantezza nel cogliere le provocazioni al volo, cappellino nero e il mostro di Lochness (AAAAAAAAAAAAAAAAH!!
)
tornare a casa e mangiare le Gocciole per sopravvivere, alzarsi alle 11 e fare colazione al bar a mezzogiorno mentre i vecchietti guardano e dicono "ma faaaanno colaziooooone a mezzogiooooorno!!" e gli altri fanno l'aperitivo... io che ero convinta fosse sera, perchè salutavo dicendo " 'sera!!"...
tornare, pranzare, restare in coma e prepararsi al giro in centro ed all'aperitivo solito (quello nostro però)
e poi di nuovo in treno, che la settimana aveva da ricominciare...
ancora rido per quel che è successo... belloooooooooooooo!!
Sembrava così lontano... e invece no
Happy birthday to you happy birthday to me
non cambierà un gran che
tanto sei sempre tu sempre scemo così
non è poi grave
adesso mi alzerò e farò finta che
sia un giorno uguale a
tutti gli altri però non sarà semplice
ma poi mi passerà
dovrò solo evitare
lasciarlo squillare
non fare l’errore
rispondere e dire
no grazie di cuore
non ti disturbare
ma che festeggiare
uno in più
nient’altro che un numero
uno in più
nient’altro che un simbolo
perché più
vado avanti più mi sembra che
io mi possa fidare di me
non tantissimo un pelo di più
ma sempre un po’ di più
Happy birthday to you happy birthday to me
da quanto tempo è
che non mi mettono candele ma numeri
sopra le torte
quando venivano i miei compagni da me
dopo la scuola
tutti brindavano con l’aranciata che
mia madre aveva
comprato apposta
sembrava già festa
i regali la penna
la stylo che costa
la nonna la busta
big jim l’autopista
vi porto altra torta
o vi basta
uno in più
nient’altro che un numero
uno in più
nient’altro che un simbolo
perché più
vado avanti più mi sembra che
io mi possa fidare di me
non tantissimo un pelo di più
ma sempre un po’ di più
Happy birthday to you happy birthday to me
ma quanta strada che
devo avere già sul contachilometri
senza grippare
guardo indietro e so già che cosa troverò
nel mio passatoi regali che mi ha fatto il tempo e che avrò
per sempre addosso
luoghi persone
tramonti città
autogrill motorini
gazzette nei bar
fidanzate perdute
trovate motel
libri dischi
profumi che ho in me
uno in più
nient’altro che un numero
uno in più
nient’altro che un simbolo
perché più
vado avanti più mi sembra che
io mi possa fidare di me
non tantissimo un pelo di più
ma sempre un po’ di più!
Max Pezzali - Uno in più